Emergenza Covid: quasi 6 milioni per contrastare la nuova povertà

2020-06-19T13:00:05+02:00

Un piano straordinario per aiutare le famiglie delle zona socio sanitaria Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana a fronteggiare l’emergenza economica legata alla pandemia di Covid-19. Lo ha deliberato, nell’ultima riunione, la Giunta Coeso Società della Salute, formata da 8 rappresentanti dei Comuni (Grosseto, Follonica, Castiglione della Pescaia, Castel del Piano, Massa Marittima, Roccastrada e Monterotondo Marittimo), nominati dall’Assemblea dei soci, e dall’Azienda Usl Toscana sud est.

“Si tratta di un progetto a cui abbiamo lavorato con attenzione – spiega il presidente del Coeso, Giacomo Termine – per cercare di dare risposte concrete a tutte quelle famiglie che si trovano, adesso, in grave difficoltà economica o che, essendo in una situazione già precaria, hanno visto loro condizione peggiorare e che sarà presto vagliato dall’assemblea dei soci”. La ripresa di alcune delle attività produttive nella cosiddetta “fase 2”, infatti, non è sufficiente a scongiurare il rischio che si radicalizzino nuove povertà: “E il compito dei servizi sociali – spiega il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini – è quello di sostenere i cittadini, dando risposte alle loro domande e favorendone l’uscita dallo stato di bisogno”.

Ammonta a 5 milioni e 800 mila euro la cifra utilizzata per fra fronte a questi interventi che andranno, in parte, a garantire contributi al reddito delle famiglie in difficoltà tramite buoni spesa o aiuti nel pagamento delle utenze e in parte saranno utilizzati per coprire gli assegni di cura per persone che assistono i propri famigliari disabili o non autosufficienti. La vera novità sono i 250mila euro che saranno destinati al prestito d’onore, un finanziamento senza interessi per l’avvio di attività imprenditoriali e altri progetti utili al sostentamento della persona o della famiglia.

“Si tratta di risorse che andremo a reperire in vari modi – spiega Boldrini – in parte dagli stanziamenti dei Comuni per il servizio sociale, in parte dal risparmio legato alla mancata assunzione del personale visto che avevamo in programma dei concorsi che sono stati sospesi, in parte dalla rimodulazioni di progetti finanziati, oltre che dal contributo di 200mila euro che la Regione Toscana aveva stanziato per l’unificazione delle tre zone distretto”.

Somme destinate a chi ha perso il lavoro, magari precario, e non ha ammortizzatori sociali e a chi in difficoltà è ha visto aggravarsi la propria situazione. Il riferimento sul territorio per le persone in difficoltà sarà il servizio sociale professionale, punto di accesso ai servizi, che effettuerà valutazioni professionali avvalendosi anche di altri esperti: educatori, professionisti della sanità, psicologi. “Speriamo così di dare un contributo concreto al benessere sociale del nostro territorio – conclude Termine –, distribuendo le risorse disponibili con la massima equità e con l’obiettivo di poter realizzare, con i cittadini che hanno bisogno, dei percorsi che li rendano autonomi e autosufficienti”.